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Le Origini
Il valore di un'esperienza

Barbara e Stefano ci hanno offerto nei loro racconti la descrizione di una consapevolezza nuova verso un’Africa che solo di rado è correttamente definita nei telegiornali e nella stampa periodica e ci hanno suggerito un luogo verso il quale verificare la nostra capacità di partecipare a un progetto di cooperazione.

In quelle latitudini dove da secoli la vita è una conquista lottata ogni giorno, il progresso tecnologico è arrivato. E con esso le economie di mercato, la globalizzazione dei traguardi e l’ansia di sviluppo che stanno creando dissesti sociali, sanitari ed anche ecologici.

Per capirsi, oggi, la capanna di fango e sterco con dieci persone dentro c’è ancora, ma spesso a mezzo chilometro di distanza c’è una banca o un punto di accesso a internet. E quel mezzo chilometro è ormai impossibile da attraversare per chi non ha doti eccezionali; quel mezzo chilometro è causa di una miseria infinitamente maggiore di quella che c’era prima, perché alla privazione si aggiunge l’afflizione morale. Oggi i più bisognosi non vivono in mezzo alla Savana e devono difendersi dalle belve; oggi la condizione più misera è quella dei baraccati, senza lavoro, senza casa e spesso, loro malgrado, senza onore. E non c’è vera solidarietà nell’aiuto dai Paesi ricchi finché essa continuerà ad essere largamente rappresentata da vestiti usati, sacchi di farina e medicinali in scadenza o sperimentali.

La consapevolezza trasmessa quindi è che il vero aiuto sta nel “mettersi in gioco” e creare quel minimo di infrastrutture per far capire ai più sfavoriti che non sono “fuori dalle regole del gioco”. Motore dello sviluppo è la dignità umana non la misericordia ricevuta.

Oggi che i Governi europei stringono i cordoni degli aiuti, la cooperazione è divenuta “decentrata”. Una buona metà dei progetti sono finanziati da comunità che conoscono direttamente il religioso, il sanitario, il gruppo studentesco, il volontario laico etc che periodicamente si recano a condividere i problemi di esistenza di un’Altra Comunità in un Paese così detto povero. Ed è il racconto di questi “viaggiatori” che stimola altre persone ad imitarli o comunque ad esser prodighe e sensibili alla cultura dell’impegno non assistenzialista.

L’Altra Comunità >





© 2006 JENGA INSIEME - Associazione Onlus Cuamm Medici con l'Africa - Sezione di Siena