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Le Origini
Il Primo Progetto

Nonostante il Kenia si definisca un Paese progredito, per i disabili minorenni le famiglie possono far poco e lo Stato concretamente nulla, soprattutto se risiedono a giorni e giorni di marcia dalle strutture ospedaliere moderne che sono tutte intorno alla capitale Nairobi. Il Saint Martin CSA chiede allora nel 2001 l’intervento del Cuamm per il coordinamento scientifico-sanitario, nonché le risorse necessarie, e vengono varati i primi tre anni di un progetto minimale, che avrà risultati assolutamente rilevanti.

Il Progetto, in breve, si occupa di individuare e schedare clinicamente i disabili minorenni, sensibilizza e contribuisce alle spese per una serie di corsi di aggiornamento con docenti keniani delle Tba (Tradional Birth Assistants), cioè le levatrici locali, fornendo loro nozioni che vanno dalle norme di igiene alla manualità sul parto ivi compresa la consapevolezza della necessità di immediato ricovero. Il Cuamm invia sul posto per tre anni una propria fisioterapista, affidandole numerosi compiti che vanno dall’allestimento di una o più palestre per la rieducazione all’intervento diretto sul crescente numero di assistiti disabili. Più tardi viene avviata la formazione degli stessi genitori come terapeuti di fatto per i propri figli: si tratta di educare i bambini ad assumere posizioni e fare movimenti particolari nella speranza di un riattivarsi di sinapsi e collegamenti nervosi lesionati o finora inutilizzati. Più tardi verrà deciso anche di accollarsi la formazione in una scuola superiore di una volontaria rivelatasi particolarmente capace nelle manualità fisioterapiche e verrà iniziata una collaborazione con ospedali del luogo per la cura chirurgica delle malformazioni meno gravi. I risultati di questo primo triennio sono più che soddisfacenti in quanto viene a mutarsi il modo di avvertire la disabilità che non è più sinonimo di vergogna ma motore della solidarietà reciproca; per certi versi la dignità del disabile cresce anche all’interno della famiglia naturale in quanto alla stessa viene consentito di accedere ad iniziative privilegiate quali un particolare tipo di microcredito proprio per aiutarla a sostenersi. Al completamento del terzo anno infine le problematiche si allargano ed il Saint Martin comincerà a chiedersi cosa fare per questi giovani del progetto quando saranno prossimi al superamento della maggiore età.

Il secondo Progetto >





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