Il 31 marzo del 2004 con un incontro nel Salone delle Lupe al Palazzo Comunale di Siena, l’associazione si è presentata ufficialmente nel giorno in cui ricorreva il cinquantenario del primo medico inviato dal Cuamm all’estero. In quell’occasione padre Luigi Mazzucato, direttore della grossa organizzazione non governativa con sede a Padova, ha espresso la soddisfazione per l’avvio dell’esperienza senese ed ha descritto finalità ed organizzazione del Cuamm-Medici con l’Africa. L’adesione che fa di Jenga Insieme anche un gruppo, o sezione, di questo organismo, costituisce un elemento importante della nostra “mission” in quanto consente di beneficiare nei nostri progetti di un unico coordinamento e di un’esperienza maturata negli anni che ha portato la ONG a vivere esperienze a contatto con le strutture sanitarie di molti Paesi dell’Africa.
All’inizio i medici andavano per operare in nosocomi diocesani, poi è stata la volta di progetti destinati alla salute pubblica, quindi la vocazione del Cuamm Medici con l’Africa si è trasformata in una presenza di continuo affiancamento allo svilupparsi dei sistemi sanitari locali con aiuti formativi, di programmazione, nel settore dell’Igiene e della Prevenzione, di coordinamento di progetti. I “Medici con l’Africa” sul finire del 2004 risultano essere oltre un migliaio e ce ne sono attualmente non meno di ottanta in missione che lavorano in sette Paesi dell’Africa Subsahariana, cioè in Etiopia, Uganda, Kenia, Tanzania, Rwanda, Mozambico e Angola. Sono persone, medici e paramedici, che hanno deciso di vivere secondo principi etici importanti e che hanno aderito a quelli che sono da sempre i principi del Cuamm e questo è detto con la certezza che per quanto ben remunerata localmente la loro opera, non lo è certo in misura tale da poterli arricchire secondo i parametri sull’euro.
Chi sceglie l’Africa lo fa perché è motivato e sa che cosa andrà ad incontrare… a cominciare dal quotidiano confronto con l’Aids; chi sceglie l’Africa sceglie di condividere una parte importante del proprio futuro con un bisogno che ha soglie tali da non esser mai del tutto soddisfabile. Chi parte per l’Africa senza il biglietto di ritorno deve esser sostenuto ed incoraggiato perché ne avrà bisogno.
Oggi il nostro essere del “Cuamm alla senese”, oltre che uniformarsi a quanto indicato dallo Statuto , si pone come scopo di permettere ad altri che vogliono scegliere l’Africa di poterlo fare liberamente come i nostri amici “Barbara e Stefano” fecero a suo tempo; è nostro scopo anche spiegare che non sono solo i medici e i paramedici i destinatari di questo invito perché in queste comunità spesso c’è bisogno di tutto, dalla meccanica all’agraria, dal commercio all’istruzione, dal magazzino all’ambiente. Tra i nostri fini c’è quello di far visitare i luoghi del progetto a quante più persone vorranno fare un’esperienza di turismo responsabile, consapevoli che anche questa è una forma di aiuto e sicuri che il viaggio comunque ne traccerà molti nell’animo. Il nostro scopo è di poter operare con qualche licenza interpretativa quale potrebbe essere il far da tramite alle infermiere di un reparto delle Scotte che vogliono far studiare una loro “collega” keniana o di far da tramite ai Donatori dell’Onda quando vogliono assumersi i costi annui della mensa dei ragazzi di strada. Il nostro scopo infine è di rimanere presenti a noi stessi nella consapevolezza che tutto quanto potremo fare materialmente sarà poco, ma sarà prezioso per la nostra coscienza.
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